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Mediazione ... soluzione definitiva alla controversia

E’ ormai ampiamente riconosciuto che "la giustizia ritardata è giustizia negata". Altrettanto è risaputo che il sistema della giustizia esistente non è in grado di far fronte al sempre crescente, carico di controversie civili e penali.
Vi è una crescente consapevolezza che nella maggior parte dei casi l'azione giudiziaria non è un ricorso adeguato per la ricerca di giustizia. Non abbiamo altra scelta se non immediatamente utilizzare un sistema efficace come l’ADR (Alternative Dispute Resolution), strumento nato per alleviare l'attuale onere del funzionamento giudiziario.
Come processo, arbitrato e mediazione provengono dal common law inglese ed è stata la più antica forma di risoluzione delle controversie.
Re Salomone era un arbitro e utilizzava questo prezioso strumento per risolvere le divergenze nel periodo greco-romano.
George Washington era un sostenitore di arbitrato e mediazione e, nel suo testamento, demandava le future controversie che potevano sorgere dopo la sua morte, per gli atti durante il suo mandato. Il ricorso all'arbitrato nelle controversie di lavoro era una pratica comune nel tardo 19 ° secolo, negli Stati Uniti, poi sviluppato rapidamente dopo la seconda guerra mondiale.
Arbitrato e mediazione viene utilizzato negli States come mezzo di risoluzione rapido per vertenze e contenziosi nelle controversie di lavoro, e soprattutto come mezzo di risoluzione rapida nell’ambito degli scioperi.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l'arbitrato è il metodo preferito di risoluzione nel raggiungimento di una soluzione praticabile per problemi di lavoro. I sindacati e le aziende che sperano di evitare una soluzione legale per una controversia di lavoro in genere ricorrono a uno di questi metodi. I processi mediativi sono ormai parte integrante del contesto economico degli Stati Uniti e in uso molto più comunemente rispetto ai procedimenti giudiziari..

Lo scopo primario dell’ADR come procedimento di risoluzione delle controversie, è quello di fornire una soluzione alternativa a basso costo, semplice, rapida ed efficace. È opportuno ricordare che la mediazione in materia civile e commerciale è regolata dal d.lgs. 28/2010 e consiste in un procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti, questo in attuazione della direttiva dell’Unione europea n. 52 del 2008. Il D.L. 69/2013 (c.d. decreto “del fare”), convertito in Legge n. 98/2013. Inoltre, le recenti modifiche del codice di procedura civile, dovrebbero dare una spinta alla mediazione. Tutti questi sforzi sono volti a garantire il prezioso diritto a un processo veloce, e soprattutto “un giusto processo” come garantito dalla nostra Costituzione art.111, e specificatamente “La legge ne assicura la ragionevole durata”.
L'arretrato dei processi sta aumentando di giorno in giorno, ma criticando magistratura per l’arretrato e per i tempi lunghi è un pretesto scontato è sbagliato. Il rapporto popolazione giudice tribunali è inadeguato, a ciò si aggiunga la mancanza di infrastrutture. Tuttavia, è stato abbastanza saggio da parte degli ultimi governi su sollecitazione dell’UNIONE EUROPEA, modificare le disposizioni esistenti del CPC e impegnarsi ad introdurre 'ADR” in ITALIA, al fine di abbattere gli arretrati delle cause dinanzi ai tribunali.
Così, ADR è stato riconosciuto come un "metodo legislativo e giudiziario" per la gestione dell’arretrato. Il nostro Paese è stata condannata più volte dalla Corte di Giustizia per i tempi della “denegata giustizia” per violazione dell’art.6 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, la durata media del processo civile è di 337 giorni, per quanto riguarda i processi di competenza del giudice di pace, e del triplo per quanto riguarda i giudizi di primo grado dinanzi al Tribunale. L’efficienza della giustizia civile è un fattore determinante per l’attività delle imprese e per le condizioni di sviluppo del Paese. Gli imprenditori italiani toccano e subiscono la lentezza della giustizia sono 582.355 titolari di piccole imprese fino a 20 addetti, di cui 191.456 I titolari di impresa artigiana. I motivi principali di ricorso alla giustizia da parte degli imprenditori riguardano le cause di lavoro (20,5%), seguite da controversie cliente/fornitore (14,4%), rapporti con assicurazione e banca (10,3%) fallimento e diritto societario commerciale (7,4%), eredità e successioni (4,6%), previdenza e assistenza (1,8%). (Fonte Economia e Finanza). Molti imprenditori non possono più permettersi l'onere finanziario e le altre risorse necessarie per ricevere un processo equo in una aula di giustizia. Anche per il governo, i ritardi nelle decisioni, il costo del contenzioso, e approvvigionamento del personale per sostenere il contenzioso sono spesso diventati proibitivi. Anche il costo puro, in termini di tempo, denaro e altre risorse che devono essere impiegate nel processo dovrebbero motivare le due parti a trovare un accordo.

CONCLUSIONE
La gestione e il mantenimento di uno stato sociale è senza dubbio compito degli organi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale per un diritto di tutti i cittadini garantire “ un giusto processo” , altrettanto i cittadini devono concorrere per dare un supporto partecipativo per uno stato sociale efficiente e moderno. I cittadini possono contribuire a questi “obiettivi” limitando ad azionare la “macchina giudiziaria”, specialmente quando la controversia può essere risolta in tempi brevi ed economici attraverso la mediazione. “Ognuno di noi in questa crisi è chiamato a dare il meglio di se per dare una mano per fare uscire il Paese dalla recessione. Una giustizia efficiente rappresenta un importante obiettivo da raggiungere, poiché tale settore costituisce un infrastruttura immateriale fondamentale per qualsiasi processo di crescita civile ed economica ed un essenziale pilastro per ogni moderna democrazia.” (Ministro Orlando” Comunicazioni del Ministro della giustizia al Senato sull’amministrazione della giustizia” 19 gennaio 2015).
Ecco perché ritengo senza nessuna presunzione, con molta convinzione, una sfida personale e spero comune per tanti, far crescere la mediazione, farla diventare un potente strumento per la soluzione definitiva delle controversie, ed attraverso il suo procedimento efficiente ed efficace garantire e dare tutela ogni singolo cittadino per ogni legittimo interesse, e soprattutto dare anche al più debole dei cittadini tutela, attraverso la competenza e la professionalità di chi opera nel servizio di mediazione.