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Il codice deontologico del mediatore

Partendo dall’assunto che la mediazione rappresenta una formidabile occasione di crescita per il nostro Paese è fondamentale riconoscere il ruolo centrale del mediatore, il quale deve essere uno dei protagonisti indiscussi di questo cambiamento epocale nella nostra cultura. La professione del mediatore pone dei doveri peculiari, volti alla composizione dei conflitti nell’ottica di “mediare”, ossia “stare a metà” fra le parti. Trovare un accordo, un punto di equilibrio fra le posizioni discostanti delle parti per far emergere i veri bisogni dei soggetti che prima di tutto sono persone: questo è l’obiettivo della mediazione, ma è anche il compito che il mediatore deve svolgere in maniera puntuale e precisa. A questo proposito vale la pena rilevare una sostanziale differenza nell’approccio professionale tra magistrati e mediatori rappresentato dalla posizione di equidistanza del magistrato e “equivicinanza” del mediatore, evidentemente alla luce delle due diverse funzioni. Il magistrato deve mantenere un’adeguata, necessaria ed uguale distanza per arrivare ad emettere la sua decisione vincolante; il mediatore deve cercare la giusta ed equa misura di vicinanza con le parti in lite per far emergere i loro interessi e consentire di aprire o riaprire i canali di comunicazione tra le stesse.

Nel codice etico del mediatore nei suoi compiti propedeutici, è fondamentale la missione della diffusione della cultura della mediazione attraverso il proprio impegno personale e professionale, dimostrando un vero e proprio impegno sul tema della mediazione. Inoltre, il mediatore deve credere con convinzione nella risoluzione alternativa delle controversie, quale rimedio efficace e alternativo alla giustizia. Il mediatore, consapevole del servizio che offre alla collettività, deve prestare lo stesso impegno qualunque sia la tipologia e l’importo della mediazione.

Importanti sono le qualità del mediatore: solo un buon mediatore può far emergere i veri bisogni degli individui e farli “scendere” dalle posizioni precostituite. Il buon senso è un elemento fondamentale, per aiutare le parti prima al dialogo costruttivo e poi al raggiungimento di un accordo condiviso.

Si tratta di una serie di obblighi che sono previsti dall’European Code of Conduct for Mediators, presentato dalla Commissione Europea il 2 luglio 2004 ed applicabile per tutti i tipi di mediazione in materia civile e commerciale. Gli aspetti salienti dell’etica del mediatore civile e commerciale partono dall’esperienza del codice europeo, dall’European Code of Conduct for Mediators, presentato dalla Commissione Europea il 2 luglio 2004.

I principi fondamentali sono:

• Il legislatore ha affidato al mediatore civile e commerciale il compito di adoperarsi affinché le parti raggiungano ad una composizione della lite in modo quanto più pacifico possibile, con la possibilità di poter continuare il rapporto e senza perdere i contatti ( dall’art. 8 comma 3 del d. lgs. 4 marzo 2010, n. 28,);

• Il mediatore non deve perdere di vista il suo ruolo fondamentale: egli è un facilitatore della comunicazione, nulla può aggiungere né togliere alle volontà delle parti che sono giunte innanzi a lui, volontariamente o meno, per giungere ad un accordo;

• il mediatore deve credere con convinzione nella risoluzione alternativa delle controversie, quale rimedio efficace e alternativo alla giustizia;

• il mediatore riunisce competenze tecniche e generaliste, abilità generali di relazione, di comunicazione, di ascolto, di innovazione e capacità specifiche per la mediazione, buona cultura generale, alto rigore morale regolato dall’etica e dalla deontologia professionale;

• il mediatore a garanzia di una corretta attività di mediazione deve assicurare una adeguata formazione e un continuo aggiornamento, l’indipendenza, l’imparzialità, la lealtà, la professionalità, l’operosità, la riservatezza, la correttezza, il rispetto della tempistica, oltre che l’efficienza e l’economicità nello svolgimento della procedura;

• il mediatore deve consultarsi con le parti riguardo alle date in cui la mediazione potrà aver luogo. Prima di accettare l’incarico, il mediatore deve verificare di essere dotato della preparazione e competenza necessarie a condurre la mediazione del caso proposto e, su richiesta, dovrà fornire alle parti informazioni in merito. Si tratta di un dovere di buona fede e di trasparenza oltre che di buon senso e di correttezza sia professionale che umana;

• il mediatore ha l’obbligo di informare sugli onorari. Ove non sia stato già previsto, il mediatore deve sempre fornire alle parti informazioni complete sulle modalità di remunerazione che intende applicare. Il mediatore non dovrà accettare una mediazione prima che le condizioni della propria remunerazione siano state approvate da tutte le parti interessate;

• Qualora esistano circostanze che possano (o possano sembrare) intaccare l’indipendenza del mediatore o determinare un conflitto d’interessi, il mediatore deve informarne le parti prima di agire o di proseguire la propria opera. Le suddette circostanze includono tanto qualsiasi relazione di tipo personale o professionale con una delle parti, quanto qualsiasi interesse di tipo economico o di altro genere, diretto o indiretto, in relazione all’esito della mediazione, e anche il fatto che il mediatore, o un membro della sua organizzazione, abbia agito in qualità diversa da quella di mediatore per una o più parti. In tali casi il mediatore può accettare l’incarico o proseguire la mediazione solo se sia certo di poter condurre la mediazione con piena indipendenza, assicurando piena imparzialità, e con il consenso espresso delle parti;

• Il dovere d’informazione costituisce un obbligo che persiste per tutta la durata del procedimento;

• Il mediatore, deve in ogni momento agire nei confronti delle parti in modo imparziale, cercando altresì di apparire come tale, e deve impegnarsi ad assistere equamente tutte le parti nel procedimento di mediazione;

• il mediatore deve sincerarsi che le parti coinvolte nella mediazione comprendano le caratteristiche del procedimento di mediazione e il ruolo del mediatore e delle parti nell’ambito dello stesso. Il mediatore deve, in particolare, fare in modo che prima dell’avvio della mediazione le parti abbiano compreso ed espressamente accettato i termini e le condizioni dell’accordo di mediazione, incluse le disposizioni applicabili in tema di obblighi di riservatezza in capo al mediatore e alle parti;

• Il mediatore deve condurre il procedimento in modo appropriato, tenendo conto delle circostanze del caso, inclusi possibili squilibri nei rapporti di forza, eventuali desideri espressi dalle parti e particolari disposizioni normative, nonché l’esigenza di una rapida risoluzione della controversia. Le parti possono concordare con il mediatore il modo in cui la mediazione dovrà essere condotta, con riferimento a un insieme di regole o altrimenti. Se lo reputa opportuno, il mediatore può ascoltare le parti separatamente;

• Il procedimento è improntato al rispetto rigoroso della correttezza. Il mediatore, deve assicurarsi che tutte le parti possano intervenire adeguatamente nel procedimento. Egli deve informare le parti, e può porre fine alla mediazione, sia nel caso in cui sia raggiunto un accordo che al mediatore appaia non azionabile o illegale, avuto riguardo alle circostanze del caso e alla competenza del mediatore per raggiungere tale valutazione, sia nel caso in cui si rende conto che la prosecuzione della mediazione difficilmente condurrà a una risoluzione della controversia;

• il mediatore deve adottare tutte le misure appropriate affinché l’eventuale accordo raggiunto tra le parti si fondi su un consenso informato e tutte le parti ne comprendano i termini;

• le parti possono ritirarsi dalla mediazione in qualsiasi momento senza fornire alcuna giustificazione;

• il mediatore deve, su richiesta delle parti e nei limiti della propria competenza, informare le parti delle modalità in cui le stesse possono formalizzare l’accordo e delle possibilità di rendere l’accordo esecutivo;

• l’obbligo di riservatezza che il mediatore deve mantenere su tutte le informazioni derivanti dalla mediazione o relative ad essa, compresa la circostanza che la mediazione è in corso o si è svolta, ad eccezione dei casi in cui sia obbligato dalla legge o da ragioni di ordine pubblico. Qualsiasi informazione riservata comunicata al mediatore da una delle parti non dovrà essere rivelata all’altra senza il consenso della parte o a meno che ciò sia imposto dalla legge.

In conclusione l’attività del mediatore trova la perfetta sintesi nell’affermazione di Kant: “Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me” in quanto in essa trova combinazione la complessità e vastità della pratica, con la profonda moralità interiore richieste allo stesso”.